La gestione degli habitat nella Riserva

Cavalli sul fiume - foto K. Kravos

Gestione e conservazione
di P. Merluzzi e I. Zanutto


La Riserva Naturale Regionale Foce Isonzo, il cui territorio coincide in gran parte con quello del SIC/ZPS 3330004, conduce interventi di conservazione e/o gestione sui 23
habitat di interesse comunitario, inclusi nell'all.I della DIR CE 92/43, presenti nell'area.

Altri habitat non inclusi nella DIR CE 92/43 vengono conservati e/o gestiti in quanto ospitano specie di interesse comunitario, incluse nell'all. II e/o IV della stessa Direttiva, nell'all.I della DIR CE 79/409, nelle Liste Rosse Nazionali e Regionali oppure presenti con un numero di individui considerato di importanza internazionale o nazionale per l'avifauna.

La conservazione di molti degli habitat e delle specie presenti non necessita di interventi gestionali particolari. Viene considerata sufficiente la regolamentazione delle attività antropiche. Tra questi ricordiamo gli habitat di interesse comunitario:
1110 Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina,
1130 Estuari,
1140 Distese fangose o sabbiose emergenti durante la bassa marea,
1210 Vegetazione annua delle linee di deposito,
1310 Vegetazione pioniera a Salicornia ed altre specie annuali delle zone fangose e sabbiose,
1320 Prati di Spartina (Spartinion maritimae),
1420 Praterie e fruticeti mediterranei e termo atlantici (Arthrocnemetalia fruticosae),
3240 Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix eleagnos,
3270 Fiumi con argini melmosi con vegetazione del Chenopodium rubri p.p. e Bidention p.p.,
7210 Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae.
91F0 Foreste miste riparie di grandi fiumi a Quercus robur, Ulmus laevis, Ulmus minor, Fraxinus excelsior o Fraxinus angustifolia (Ulmenion minoris),
91L0 Querco-carpineti illirici (Erythronio-Carpinion),
91E0 Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba.

Gli interventi di conservazione attuati sono previsti e regolamentati nella Riserva dai propri strumenti di gestione: Piano di Conservazione e Sviluppo, Piano Faunistico, Regolamento e Piano di gestione degli habitat vegetali.

Inoltre, nelle zone umide e lungo le sponde di canali e corsi d'acqua, la conservazione di canneti maturi a PhragmiteTarabusino juv - foto KKs australis consente la presenza di specie ad essi strettamente legate quali: Tarabuso Botaurus stellaris, Tarabusino Ixobrychus minutus, Airone rosso Ardea purpurea e Falco di palude Circus aeruginosus. Il mantenimento di una certa quantità di legno morto nei boschi ha favorito la nidificazione di specie ecologicamente esigenti quali Picchio nero Dryocopus martius e Picchio rosso minore Picoides minor.

Molti altri habitat vengono mantenuti per mezzo di interventi di gestione ordinaria quali: lo sfalcio, il pascolo e la gestione dei livelli idrici nelle aree arginate.
Alcune superfici di prati e pascoli in abbandono, ed in via di scomparsa a causa del progressivo arbustamento, sono state ripristinate mediante un primo intervento consistente nel taglio e nell'asporto della biomassa legnosa e nel successivo riavvio delle attività gestionali necessarie. Diversi interventi di rinaturazione sono stati inoltre eseguiti, in molti casi anche mediante movimenti terra e sistemazioni idrauliche, in aree precedentemente drenate ed arate a fini agricoli, realizzando nuovi stagni permanenti e temporanei, prati, pascoli e boschi.

Lo sfalcio


Lo sfalcio viene eseguito su circa 130 ettari direttamente dalla Riserva, da Aziende Agricole e dal locale Consorzio di
Ripristino: sfalci - foto K. KravosBonifica. Sono interessate dagli interventi aree di prato stabile, stagni, argini e sponde di canali e corsi d'acqua. Vengono normalmente utilizzati trattori e macchinari agricoli per lo sfalcio, la ranghinatura, l'imballaggio e l'asporto della vegetazione tagliata. Tale materiale viene utilizzato come foraggio e lettiera per gli animali domestici, come pacciamatura nei rimboschimenti e come combustibile per impianti termici. In alcuni casi la vegetazione viene trinciata e non raccolta. Le date in cui vengono eseguiti gli sfalci vengono pianificate tenendo conto delle diverse esigenze delle specie vegetali e animali presenti (fioriture, riproduzioni, svernamento).

Con lo sfalcio vengono favoriti i seguenti habitat di interesse comunitario:
1410 Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi),
62AO Formazioni erbose secche della regione submediterranea orientale (Scorzoneretalia villosae),
6420 Praterie
Ripristino: sfalci - foto K. Kravosumide mediterranee con piante erbacee alte del Molinio-Holoschoenion,
6430 Bordure planiziali, montane ed alpine di megaforbie igrofile,
6510 Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis pratensis, Sanguisorba officinalis),
3260 Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho-Batrachion,
3140 Acque oligomesotrofe con vegetazione bentica di Chara spp.

Tra le specie vegetali favorite ricordiamo: Gladiolus palustris, Orchis laxiflora, Orchis palustris, Allium suaveolens, Allium angulosum, Cirsium canum, Senecio paludosus, Plantago altissima ecc.

Il pascolo: cavalli, bovini e biodiversità


In aree gestite direttamente dalla Riserva, durante la stagione vegetativa vengono pascolati, circa 120 ettari, divisi foto K. Kravosin 5 diversi recinti. Il pascolo viene condotto impiegando cavalli (di razza Delta, derivata dalla razza Camargue) di proprietà della Riserva e da bovini (frutto di incroci tra razze molto rustiche) di proprietà di privati. Nel 2008 si contavano 20 cavalli e 26 bovini e nello stesso anno sono nati nei pascoli della Riserva 2 puledri e 12 vitelli. Gli animali vengono fatti ruotare su tutti i recinti. Il numero di animali presenti ed il periodo di permanenza in ogni recinto viene stabilito in base alle diverse intensità di pascolo necessarie a favorire specie ed habitat con diverse esigenze. Durante l'inverno i bovini ritornano all'allevamento di provenienza mentre i cavalli vengono in parte chiusi in recinti di stabulazione e foraggiati. Il pascolo invernale viene limitato ad un area di circa 60 ettari dove foto K. Kravospermangono una decina di cavalli. I trasferimenti dei cavalli e dei bovini da un pascolo all'altro e la loro cattura vengono effettuati da mandriani a cavallo che utilizzano alcuni dei cavalli della Riserva addestrati al lavoro con il bestiame.
Gli habitat di interesse comunitario favoriti sono:
1410 Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi),
6420 Praterie umide mediterranee con piante erbacee alte del Molinio-Holoschoenion,
3140 Acque oligomesotrofe con vegetazione bentica di Chara spp.

Vengono favorite specie quali: Gladiolus palustris, Orchis palustris, Allium suaveolens, Allium angulosum, Ranunculus circinatus, ecc. Negli stagni e nei prati umidi pascolati si concentrano numerosissimi aironi, anatre, oche e limicoli in alimentazione. Vi nidificano inoltre il Cavaliere d'Italia Himantopus himantopus e la Pavoncella Vanellus vanellus.

La gestione dei livelli idrici


In circa 40 ettari di zone umide, la maggior parte delle quali create recentemente nel corso di diversi progetti di rinaturazione, la Riserva interviene anche gestendo i livelli idrici. Tali aree sono isolate idraulicamente e servite da sfioratoi e chiuse che permettono di regolare la presenza e l'altezza dell'acqua dolce in base alle esigenze stagionali dei diversi habitat e delle diverse specie animali e vegetali che si intendono favorire e per limitare il più possibile l'eventuale penetrazione di acque salmastre. Gli stagni vengono alimentati dalle precipitazioni atmosferiche e da alcuni pozzi artesiani.

Ripristino: maggio 2004 foto KK
MAGGIO 2004

Ripristino: luglio 2003 foto KK
LUGLIO 2003

Ripristino: agosto 2004 foto KK
AGOSTO 2004


Ripristino: novembre 2008 foto KK
NOVEMBRE 2008

I livelli massimi vengono mantenuti nel periodo da settembre a maggio, i livelli minimi tra giugno e agosto. Nelle aree meno profonde e nelle sponde di quelle più profonde viene favorito il prosciugamento estivo tipico degli stagni temporanei delle zone mediterranee. Viene comunque garantita la presenza di vicine superfici allagate adatte a fungere da zone di rifugio per invertebrati, rettili, anfibi ed eventuali giovani uccelli non ancora in grado di volare.
Le diverse gestioni favoriscono il seguente habitat di interesse comunitario:
3140 Acque oligomesotrofe con vegetazione bentica di Chara spp.
Tra le specie favorite ricordiamo: Nymphoides peltata, Nymphea alba, Ranunculus circinatus, Emys orbicularis. Negli stagni temporanei, oltre alle specie di uccelli già citate che frequentano i canneti e/o gli stagni pascolati, è presente una ricchissima
fauna di invertebrati acquatici o legati all'acqua [si ricorda ad es. la presenza recentemente censita di 30 specie di odonati (libellule e damigelle)] e notevoli concentrazioni riproduttive di Rana latastei, Hyla intermedia, e Triturus carnifex, ecc Negli stagni permanenti sono presenti inoltre: Aphanius fasciatus, Gasterosteus aculeatus, Exos lucius.




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