Gallinella d’acqua predata da un Gatto domestico


Fabio Perco


Gallinella d’acqua - Gallinula chloropus - predata da un Gatto domestico (Felis silvestris forma catus).



Il giorno 31 dicembre del 2010 Margitta Schuff – Thomann di Grado ha documentato la cattura di un esemplare apparentemente adulto di Gallinella d’acqua da parte di un Gatto domestico. Le foto allegate si riferiscono all’area visibile dall’osservatorio della Marinetta all’Isola della Cona, in direzione sud (Il Ripristino: zona A). La presenza di gatti domestici nell’ambito della Riserva naturale è favorita dall’esistenza di alcuni punti di foraggiamento consueti, ubicati rispettivamente nell’area dei “casoni”, lungo la parte terminale del Brancolo morto – Quarantia e nella zona di Punta Barene. La documentazione fotografica attesta un episodio di impatto sulla fauna selvatica, tutto sommato Gallinella poco prima della predazione da Gatto di Margitta Schuff 31 12 2010modesto, trattandosi di una specie predata poco esigente sotto il profilo ecologico e molto abbondante nella Riserva naturale, da parte di gatti domestici, animali tipicamente non sottoposti a custodia da parte di specifici proprietari. Nel caso in questione la predazione è stata favorita dalla coltre di ghiaccio che, per alcuni giorni, ha reso alcune aree più accessibili del solito ai carnivori, come anche dimostrato dalla notevole sequenza fotografica raccolta da Luca Iancer e riferita alla predazione di una Nutria (Myocastor coypus) da parte, in tal caso di un carnivoro selvatico: la Volpe (Vulpes vulpes). Se la predazione di Nutria può essere considerata positivamente (trattandosi di una specie esotica - alloctona catturata da un predatore nativo - autoctono, non altrettanto può dirsi per quanto concerne il Gatto domestico, per il quale le parti sono esattamente invertite. L’episodio documentato va inoltre ad aggiungersi alla possibilità di ibridazione da parte di gatti domestici eventualmente non sterilizzati con il Gatto selvatico, a suo tempo (2005) documentata da Matteo De gatto_preda_gallinella_foto_M_SchuffLuca, con il ritrovamento del cadavere di una femmina di Gatto selvatico - Felis silvestris silvestris - pregna, recante 5 feti già ben formati chiaramente ibridi con la forma domestica (Lapini, ex verbis). La presenza di vere e proprie “colonie feline” all’interno dell’area protetta, in linea di massima, dovrebbe ritenersi “da escludere”, per effetto del regolamento della Riserva naturale (DPR 06.11.2003) il quale, facendo riferimento al Piano Faunistico per eventuali deroghe, vieta l’immissione di specie animali selvatiche o domestiche da parte di soggetti diversi da quelli incaricati dall’Organo gestore. L’argomento dovrà essere tuttavia affrontato con maggiore dettaglio nell’ambito del Piano di Gestione del Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale in corso di elaborazione, che dovrà uniformare le norme contenute in altri dispositivi, non sempre di semplice interpretazione ed applicazione. In linea di massima, al di là di singoli soggetti detenuti nell’ambito delle abitazioni esistenti all’interno della Riserva naturale (fino ad un massimo di due, secondo il Piano Faunistico in vigore) si auspica la non esistenza ovvero la riduzione delle “colonie feline” vere e proprie all’interno dell’area di tutela ambientale. Eventuali soggetti che dovessero nuovamente comparire, specie se si tratta dell’Isola della Cona in senso stretto (area a vocazione strettamente naturalistica) come nel caso documentato, potranno – ove possibile e ritenuto necessario – essere catturati con tutte le cautele del caso e consegnati alle organizzazioni di settore competenti per zona. Queste, a loro volta, provvederanno a collocarli in siti idonei. Episodi del genere già si sono verificati ripetutamente nel passato alla Cona ed è stato sino ad ora possibile trasferire i soggetti in questione senza particolari problemi, grazie alla collaborazione de “La Cuccia” di Monfalcone, organizzazione animalista dedicata a queste problematiche.




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