Flora e vegetazione - Introduzione

di P. Merluzzi


Giustamente famosa per la ricca avifauna, la Riserva non è meno importante sotto il profilo della flora e della diversità ambientale. Sono oltre 650 le specie di piante superiori spontanee presenti. Di queste, oltre un centinaio rivestono una grande importanza in termini di rarità e di vulnerabilità. 24 in particolare sono segnalate nelle Liste Rosse (nazionali e
Cirsium canum foto K. Kravosregionali) delle Piante d'Italia come specie a vario grado di pericolo d'estinzione (Allium angulosum, Allium suaveolens, Cirsium canum, Hottonia palustris, Hydrocharis morsus-ranae, Nymphoides peltata, Orchis palustris, Plantago altissima, Plantago cornuti, Senecio paludosus, Trapa natans, Sium latifolium, Carex divisa/divisa, Dactylorhiza incarnata/incarnata, Elytrigia elongata, Euphorbia esula/esula, Nymphaea alba, Orchis laxiflora/laxiflora, Polypogon monspeliensis, Potamogeton berchtoldii, Ranunculus circinatus, Ruppia maritima, Schoenoplectus mucronatus, Spirodela polyrhiza), altre 2 (Salicornia veneta, Gladiolus palustris) sono specie d'interesse comunitario, la prima addirittura "prioritaria". Consistente, purtroppo, anche il contingente delle specie avventizie, che è circa il 9% del totale. La Riserva snodandosi dall'alta pianura alla zona di bassa pianura e di foce del fiume Isonzo comprende di conseguenza numerosi habitat naturali, di cui oltre una ventina d'Interesse Comunitario. I principali vengono di seguito menzionati. Nei settori settentrionali d'alta pianura si segnalano alcuni lembi di prato magro a Chrysopogon gryllus, floristicamente molto ricchi, con diverse specie di orchidee selvatiche (Ophrys holoserica/holoserica, Anteriorchis coriophora/fragrans, Orchis militaris, Orchis tridentata/tridentata, Anacamptys pyramidalis) ed altre piante rare (Astragalus onobrychis, ecc.). A questi va aggiunto il tipico ambiente di greto fluviale con i depositi ciottolosi e le boscaglie naturali di salici e pioppi (Salix elaeagnos/elaeagnos, Salix purpurea s.l., Populus nigra/nigra).

Più o meno in corrispondenza del ponte della provinciale Monfalcone-Grado si entra nell'ambito della zona di foce, cuore della Riserva caratterizzato da zone umide d'acqua dolce, salmastra e salata in cui si sviluppa una diversificata vegetazione palustre. Procedendo in direzione del mare incontriamo, in sponda sinistra l'area della Boschetta, l'Isola della Cona, gli isolotti di Punta Spigolo e sulla sponda opposta l'isolotto del Caneo. L'Isola della Cona in particolare è zona in cui, per questioni di carattere morfologico (in parte dovute a pregressi interventi antropici come l'arginatura del fiume, il drenaggio delle superfici golenali, ecc.) i rapporti di commistione tra acque marine ed acque dolci sono particolarmente complessi, cosicché su superfici contigue a volte si alternano anche bruscamente ambienti umidi d'acqua dolce, salmastra e salata. Importanti gli esiti delle ampie rinaturazioni con acqua dolce degli ambiti più settentrionali. Vi sono presenti canneti di Phragmites australis s.l. e Typha angustifolia/angustifolia, stagni temporanei con tappeti di alghe a candelabro (Characeae) e popolamenti di Ranunculus circinatus, praterie semi allagate e pascolate a Bolboschoenus maritimus/compactus ed Eleocharis palustris/palustris, ecc.

In ambiti golenali ancora influenzati dalle acque dolci sono presenti prati umidi mediterranei a Scirpoides holoschoenus/australis (presenti anche nella zona della Boschetta)
Limonium vulgare/serotinum foto K.Kravoscon notevoli particolarità floristiche, cariceti anfibi di Carex elata/elata, arbusteti a Prunus spinosa/spinosa e boschetti golenali a Fraxinus angustifolia/oxycarpa. Vaste sono le zone di barena con numerosi tipici habitat di ambiente francamente salato. Possiamo ricordare le praterie di marea a Spartina maritima, i popolamenti di Salicornia veneta, i fruticeti ad Arthrocnemum fruticosum, talora con Artemisia caerulescen/caerulescens ed Inula chritmoides, le praterie di Juncus maritimus con Limonium vulgare/serotinum e Puccinellia festuciformis/festuciformis, ecc. Su contigui terreni golenali più o meno intrisi d'acqua salmastra troviamo altri ambienti di pregio come l'ormai rara prateria a Juncus gerardi/gerardi, i popolamenti di Juncus acutus/acutus, i canneti di Bolboschoenus maritimus/compactus e/o Phragmites australis s.l. con la piccola primulacea Samolus valerandi, ecc. Il Caneo, non separato da arginature artificiali dall'asta fluviale e in generale poco alterato da altri interventi umani, presenta comunque una situazione simile, con una maggiore estensione dei canneti.

Attraverso le velme, prive di vegetazione o con rade coperture algali e talora di Zostera noltii, si giunge infine ai bassi fondali marini sempre sommersi che ospitano le importanti praterie di erbe marine (Zostera marina in acque meno salate per apporti di acque dolci fluviali, Zostera noltii in acque salate poco profonde, Cymodocea nodosa più al largo). Si ricorda ancora, sugli accumuli sabbiosi presenti in località Punta Spigolo, la vegetazione pioniera di spiaggia a Cakile maritima/maritima.

Anche i settori agricoli della Riserva, risultato delle distruttive bonifiche di bassa
Bosc Grand foto K Kravospianura del secolo scorso, conservano preziosi tasselli di naturalità: il Bosc Grand, lembo residuo dell'aspetto più umido delle antiche foreste planiziali a Fraxinus angustifolia/oxycarpa con specie "microterme" (Lilium martagon, Mercurialis perennis, Veratrum lobelianum), il bosco litoraneo degli Alberoni con grandi esemplari di Populus alba, Quercus robur/robur e Fraxinus angustifolia/oxycarpa, i canali (c. del Brancolo) ed i fossi della rete idrografica di bonifica ricchi di flora palustre ed acquatica (Leucojum aestivum, Senecio paludosus, Berula erecta, Callitriche hamulata, Veronica anagallis-aquatica/anagallis-aquatica, Veronica beccabunga/beccabunga, Potamogeton sp. pl., Lemna sp.pl. Nymphaea alba, Myosotis scorpioides/scorpioides, ecc




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