Il centro di recupero fauna selvatica


di Barbara Boglich Perasti


Le strutture del Centro
Il Centro di Recupero sito all'Isola della Cona, istituito dalla legge regionale n. 42 del 1996 come la Riserva stessa, è nato per la riabilitazione e il reinserimento in natura di fauna selvatica con la prospettiva di fungere da punto di riferimento a livello regionale.
Inaugurato nel 2002, nell'ambito di un progetto finanziato con i fondi Obbiettivo 2, il centro è dotato di numerose voliere esterne, adatte all'accoglimento sia di rapaci, sia di passeriformi. Inoltre è presente un tunnel di riabilitazione, che attualmente ospita quattro esemplari di Ibis eremita, pervenuti dall'Oasi di Fagagna, e un ampio recinto di acclimatazione attorno alla vasca prossima al Centro Visite. Internamente la struttura è fornita di gabbie di degenza, sia per volatili di piccole dimensioni, sia per mammiferi. Il Centro nel 2006 è stato ulteriormente migliorato e potenziato, tramite la realizzazione di due nuove voliere da esterno e l'acquisto di due voliere da interno.

Collaborazione con il Corpo Forestale Regionale
Dalla sua apertura il Centro ha avuto come attività principale la custodia e la riabilitazione di avifauna oggetto di sequestro giudiziario. La collaborazione operativa con il Corpo Forestale Regionale, il nucleo N.O.A.V.A. (Nucleo operativo per l' Attività di Vigilanza Ambientale) e, in alcuni casi, anche con il Corpo Forestale dello Stato ha portato infatti fino ad ora all'accoglienza di parte di due "maxisequestri" di avifauna selvatica, precisamente nel gennaio 2005 e nel dicembre 2006. Gli esemplari accolti, per lo più turdidi e fringillidi, sono stati sequestrati nel corso di indagini per detenzione illegale, bracconaggio e, nel 2006, anche per maltrattamento. Gli animali versano in questi casi in condizioni critiche ed è necessario un lungo periodo di cure veterinarie, assieme ad una dieta adatta, ricca e variata, per poterli riabilitare e rendere così nuovamente adatti alla vita libera. Talvolta il grado di debilitazione è troppo avanzato, impedendo un completo recupero dell'animale. Dal 2005 il Centro della Cona ha ospitato in totale più di 800 animali sequestrati, la maggior parte liberati con successo nel corso del 2008.

Collaborazione con il Centro Fauna Selvatica in difficoltà della Provincia di Gorizia
Fino dalla sua istituzione il Centro della Cona ha operato in stretta sinergia con il Centro per la fauna in difficoltà
della Provincia di Gorizia, sito in località Terranova e gestito da Damiano Baradel. Presso le strutture della Cona sono stati accolti stabilmente animali non liberabili, provenienti dal suddetto centro, più precisamente alcuni rapaci e un esemplare di volpe. Nel caso dei rapaci la "non liberabilità" è dovuta a danni permanenti alle ali, condizione che in natura li renderebbe inadatti a procacciarsi il cibo.
Nel caso della volpe, invece, è l'eccessiva familiarità con l'uomo, sviluppata fin dai primi mesi di vita, a impedirne il
reinserimento in natura. Sono stati accolti inoltre alcuni esemplari di anatidi (morette tabaccate, volpoche) e mammiferi (caprioli) per l'acclimatazione in previsione della reintroduzione nell'ambiente naturale. L'ampio recinto utilizzato, infatti, relativamente "appartato", consente il progressivo riadattamento degli animali alla vita libera, minimizzando il disturbo antropico.
A dimostrazione di ciò, la coppia di caprioli accolta nel 2006 si è riprodotta con successo nel 2007 ed è stata liberata nell'estate del 2008.

Altre attività e collaborazioni del Centro
Oltre alla custodia già menzionata di avifauna autoctona sequestrata, al Centro vengono accolti circa una cinquantina di animali all'anno, provenienti sia dal territorio della Riserva, sia dalle aree limitrofe. Si tratta di esemplari appartenenti a specie comuni, quali: cinciallegra, ballerina bianca, tortora dal collare, rondine e rondone, gazza, ghiandaia, cornacchia grigia, gabbiano comune e reale, cigno, folaga, gallinella d'acqua, picchio rosso maggiore, ma anche rapaci notturni quali barbagianni, assioli e civette, e diurni quali gheppio, poiana, sparviere; fra gli ardeidi: airone cenerino, airone bianco maggiore e garzetta. Gli animali, consegnati sia da privati cittadini, sia dal personale delle Riserva, vengono riabilitati e liberati presso il Centro della Cona o eventualmente trasferiti presso il Centro di Terranova, in base al tipo di cure e di assistenza necessarie.
La mortalità degli animali accolti al Centro (sequestri esclusi) è del 10% circa. Gli esemplari appartenenti a fauna alloctona, quali per esempio le testuggini americane del genere Trachemys, vengono invece affidati al Centro di Terranova, così come esemplari domestici o esotici sfuggiti alla cattività (ad esempio l'anatra muta, il germano reale domestico...) in quanto non rilasciabili nell'ambiente naturale.
Il Centro collabora dall'estate 2008 con l'Associazione "Amici dell'Oasi" di Fagagna, specializzato nella riproduzione in cattività e reintroduzione delle specie Ibis eremita e Cicogna bianca. Tale collaborazione ha portato al trasferimento presso il Centro della Cona di quattro esemplari di Ibis eremita che presentano problemi di piumaggio e sono tuttora in cura.

 


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