Le gru


foto K. Kravos

Nicoletta & Fabio Perco


Svernamento di uno stormo di gru Grus grus provenienti dall'Estonia
alla Foce dell'Isonzo

Il giorno 5 gennaio 2008 alle ore 15.00 sono stati osservati per la prima volta, mentre stavano atterrando nel Ripristino visibile dal casone della Marinetta, 45 esemplari di Gru. Con l'aiuto del cannocchiale è stato ben presto possibile rilevare, all'interno dello stormo, la presenza di un soggetto marcato sia con un anello metallico metatarsale che una serie di anelli colorati collocati "alti" (e per ciò ben visibili) su entrambe le gambe al di sopra del "tallone" (giuntura tra tibiotarso e tarso-metatarso). Il codice registrato è il seguente: bianco-blu-bianco sx, bianco-rosso-nero dx. Nei giorni successivi lo stormo è stato regolarmente osservato nel medesimo sito all'alba ed al tramonto o nelle ore pomeridiane ed è stato perciò possibile rilevare, specialmente grazie all'impegno di Silvano Candotto ed a titolo di conferma, il codice riportato sull'anello metallico (S 12547). A seguito di una successiva ricerca è stato rapidamente individuato il sito di provenienza di questo particolare soggetto, ubicato in Estonia a non grande distanza dalla capitale Tallin (Ruila, Harjumaa 59.11N 24.25E), il nome del marcatore e l'età del soggetto (un anno e mezzo). E' infatti risultato che l'animale era stato inanellato da pullus e perciò non ancora volante da parte di Ivar Ojaste e collaboratori il 26 giugno del 2006 in prossimità del luogo di nascita.

Gru, Isola della Cona 2008. Foto Perco

Grazie alla collaborazione di numerose persone è stato anche possibile, per l'intero periodo di permanenza, rilevare gli spostamenti e i ritmi di attività delle gru, specialmente per quanto riguarda il riposo notturno e l'alimentazione diurna. E' risultato in sintesi che lo stormo aveva una consistenza variabile di cica 40-50 soggetti comprendenti anche 5 giovani nati nel 2007, chiaramente identificabili, anche a grande distanza, per il piumaggio rossiccio del capo. Gli uccelli utilizzavano l'area del Ripristino regolarmente per trascorrere le ore notturne ma solo parzialmente per alimentarsi. La maggior parte del cibo veniva ricercata al mattino, nelle campagne coltivate lungo il corso dell'Isonzo a Nord e riteniamo che si trattasse in questo caso di sostanze vegetali in prevalenza. In tarda mattinata o nelle prime ore del pomeriggio lo stormo, che è stato osservato almeno fino al 12 marzo 2008 (B. Dentesani oss. pers.), faceva ritorno all'Isola della Cona spesso fermandosi fino all'imbrunire nella zona di marea (velme) dove si riposava o, come è stato possibile verificare anche grazie ad alcune riprese filmate effettuate da K. Kravos, si dedicava alla ricerca di esemplari di Arenicola marina, grandi anellidi (tra 15 e 25 cm circa di lunghezza) che vivono immersi nel substrato sabbioso.

Le ultime ossevazioni del soggetto marcato coincidono con la presenza, peraltro solo transitoria, di altri stormi di Gru anche molto più consistenti (216 soggetti in tutto contati da E. Benussi presso i campi di Terranova il giorno 8 marzo ‘08), evidentemente in movimento verso i siti riproduttivi del NE Europa.

Complessivamente la gru marcata e buona parte dello stormo di cui faceva parte ha sostato nell'area studiata per almeno 51 giorni e si tratta perciò del primo caso di svernamento accertato di recente per uno stormo così numeroso Gru con anelli colorati, Isola della Cona; foto Percoed inoltre, a quanto risulta, del primo soggetto marcato all'estero e rinvenuto in Italia appartenente a tale specie. In seguito Ivar Ojaste è stato ospitato per alcuni giorni all'Isola della Cona nell'ambito di una iniziativa di collaborazione tra la Riserva Naturale e l'Estonia finalizzata allo studio ed alla conservazione di tale specie in Italia. E' infatti ben nota la presenza storica della Gru anche come nidificante in vari siti del territorio nazionale, almeno fino ai primi decenni del secolo scorso ed alla realizzazione dei principali interventi di bonifica agraria da collocarsi nel periodo tra le due guerre mondiali. Tra le zone più di recente disertate merita particolare menzione per la vicinanza col Friuli Venezia Giulia e la Foce dell'Isonzo - Isola della Cona l'area vasta, un tempo palustre, di Caorle - Gruaro e Portogruaro: toponimi dall'ovvio significato (Arrigoni, 1929).

Negli ultimi anni la consistenza della specie è notevolmente aumentata a livello europeo ritornando a livelli prossimi a quelli precedenti al grande declino registrato fino agli anni 90', con una popolazione nidificante stimata tra le 74.000 e le 110.00 coppie e quasi 100.000 soggetti svernanti in ambito europeo (BirdLife International 2004). Esistono pertanto le premesse, a fronte di un esercizio venatorio a minore impatto sulle specie rare e di maggiori dimensioni e di una gestione attenta delle aree di possibile "roost", per un processo di graduale ricolonizzazione di siti eventualmente idonei sotto il profilo ambientale.

L'esperienza sopra descritta dimostra infatti il ruolo rilevante che può essere svolto da aree di tutela integrale o assimilabili (sebbene "osservabili" da un numeroso pubblico: nel nostro caso il Ripristino e le velme dell'isola della Cona), dove gli stormi di uccelli gregari sensibili al disturbo umano possono trascorrere in condizioni di sufficiente sicurezza e tranquillità almeno le ore dedicate al riposo.

ADDENDA 2010:

La Gru estone osservata nuovamente in Germania (ottobre 2010)

La gru marcata in Estonia da Ivar Ojaste, di cui si tratta nella sezione precedente, è stata osservata ancora in apparente perfetta salute il 29 Ottobre 2010, all’interno di uno stormo di circa 3000 esemplari in fase  di pernottamento (roost) in Germania (Lago artificiale di Straussfurt, in Turingia: osservatore Hans Erhardt Hohl). Evidentemente la via migratoria in tal caso preferita è quella transalpina, in direzione di Francia e Spagna, al posto di quella mediterranea. Quando questo soggetto aveva svernato all’Isola della Cona era nel suo terzo anno di età mentre nel 2010 era ormai entrato nel quinto. Il dato appare di grande interesse per una interpretazione del fenomeno migratorio di specie fortemente gregarie e di grandi dimensioni (gru, oche, cigni, cicogne, avoltoi ecc.), perché dimostra come l’attrazione di gruppi numerosi che si concentrano in aree particolarmente favorevoli possa essere notevole, al punto di modificare le rotte migratorie.Queste ultime debbono pertanto intendersi fissate in prevalenza a livello culturale (apprendimento individuale e di gruppo) e non genetico. Rimane tuttavia la possibilità, da verificare in futuro, che all’interno dello stormo originale di gru, che constava di una cinquantina di esemplari complessivamente, almeno qualche soggetto faccia ritorno in futuro dando inizio ad una tradizione di svernamento per ora inesistente, in analogia con quanto si è verificato con le oche e, in particolare, con l’Oca lombardella (Anser albifrons). Perché tali condizioni si verifichino è tuttavia necessario che le aree di “roost” mediterranee, lungo il tragitto da e per il Nord Africa, si dimostrino in prospettiva sufficientemente sicure, idonee dal punto di vista ambientale ed esenti da pericoli e fonti intollerabili di disturbo.

Si ringraziano per la collaborazione: Marco Basso, Enrico Benussi, Silvano Candotto, Adriano De Faveri, Matteo De Luca, Bruno Dentesani, Francesco Detela, Massimo Grion, Kajetan Kravos, Aivar Leito, Gianpiero Lui, Andrea Musi, Roberto Parodi, Adriano Talamelli, Ivar Ojaste, Chiara Perco, Matteo Skodler, Ignazio Zanutto.
Un grazie particolare va rivolto a Giuliana Renzi e Maurizio Rozza che, visitando le aree in Estonia, in compagnia di Ivar Ojaste,hanno creato le condizioni per una sua successiva visita in Italia e l’avvio di una proficua collaborazione da parte della SBIC con gli ornitologi di quella Nazione.

Bibliografia citata:
Arrigoni degli Oddi E., 1929 - Ornitologia Italiana. Hoepli, Milano.
BirdLife International, 2004 - Birds in Europe, population estimates, trends and conservation status. Cambridge, UK: BirdLife Cons. Series n. 12.


Nella tabella seguente sono elencate le osservazioni di Grus grus nell'area di studio nel periodo gennaio-marzo 2008.




GRU Isola della Cona 5.01.08
Gru - Isola della Cona, 05.01.2008 - foto N. Perco


Gru - Isola della Cona, 09.02.2008 - foto F. Perco

Gru - Isola della Cona - foto G. Lui
Gru - Isola della Cona, 17.02.2008 - foto G. Lui

Gru - Isola della Cona - foto A. Turri
Gru - Isola della Cona - foto A. Turri

Gru - foto K. Kravos
Gru, RNFI, febbraio 2008 - foto K. Kravos




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